Museo archeologico dell’antica Capua

mostre in corso: 1

La Collezione permanente

Il Museo archeologico dell’antica Capua si fonda su uno dei depositi storici più densi della città. Ospitato in un edificio a corte Ottocentesco, sede di una Scuderia di Stalloni Reali, la struttura fu costruita sui resti della torre di Sant’Erasmo, dove nacque Roberto d’Angiò, che a sua volta inglobava il Capitolium, il tempio dedicato alla triade capitolina che dominava il Foro.

Le sale, organizzate in ordine cronologico, accolgono i reperti rinvenuti nel territorio dell’antica Capua, dal Neolitico all’età romana. Ad accogliere i visitatori è la statua di un Satiro in Riposo, copia romana da un originale di Prassitele.

Le prime tre sale illustrano il passaggio da fine Età del bronzo (XVI ed il XIV secolo a.C.) all’Età del ferro (X-metà VIII seolo. a. C.), periodo in cui i corredi funerari mostrano i segni distintivi di una comunità ricca e aperta a precoci scambi commerciali. Tali rapporti si intensificano nel periodo orientalizzante (seconda metà del VII secolo a. C./inizio VI secolo a. C.) con la piena assimilazione dei modelli culturali greci ed etruschi legati al simposio e alla cura del corpo, testimoniati dalle oinochoai (brocche per il vino) e le kotylai (tazze) e dagli aryballoi etrusco-corinzi (piccoli vasi per contenere unguenti e profumi). Il vasellame di bronzo e di bucchero e le policrome decorazioni architettoniche dei templi esposti nella quinta sala, annunciano la Capua etrusca, che assume i caratteri di forma urbana nella metà del VII secolo a.C.

Nella settima sala, che presenta il periodo arcaico (VI-V secolo a. C.), insieme agli esemplari di produzione locale, vi sono le ceramiche di importazione, coppe ioniche e vasi attici con scene mitologiche.

La sala successiva documenta l’affermarsi dei Campani, i valorosi guerrieri con corazza a tre dischi ed elmo piumato, sono dipinti sulle tombe che racchiudono corredi caratterizzati da armi e cinturone, mentre quelle femminili presentano ricche matrone abbigliate con preziosi gioielli, con vasi a figure rosse di produzione campana.

La penultima sala è dedicata al Santuario di Fondo Patturelli, noto per le statue delle Matres sedute su un trono con bimbi in fasce. Nella sala sono esposti numerosi oggetti votivi, un corpus di iscrizioni in osco, note come lovilas, le terrecotte architettoniche per la cui produzione Capua era nota oltre i suoi confini.

Nella sala XI, in corso di allestimento, sono esposte due sculture di età romana, copie di originali greci, una Venere cnidia e la spettacolare Nike di recente restaurata.

dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.30)
2,50 €, gratuità previste per legge, Campania Artecard

Mostre temporanee in corso e in programma

– 31 Dic 2023

I Segni del Paesaggio: l’Appia e Capua

La mostra a cura di Ida Gennarelli illustra il percorso dell’Appia nella città romana di Capua, legandolo agli altri luoghi della cultura della Campania attraversati dalla consolare, con un progetto di musealizzazione dinamico, sotto il segno dell’Appia definita Regina viarum dal poeta latino Publio Papinio Stazio. La mostra segna l’avvio della sezione romana con 100 opere mai esposte prima: ritratti e imponenti statue in marmo, sculture, affreschi, pavimenti musivi, sepolture, cippi miliari e iscrizioni rappresentano i testimoni parlanti dell’Appia lungo il suo cammino nella Capua romana. I materiali provenienti dal foro, dalle domus, dalle necropoli e dall’Appia stessa sono corredati da diversificati apparati narrativi. Una mappa interattiva della Via Appia da Roma a Brindisi, video, pannelli e didascalie ragionate con testi in italiano e in inglese, suggestive proiezioni restituiscono al pubblico il percorso e le ragioni politiche della costruzione della Regina Viarum e un’immagine inedita della città romana, proprio dal luogo che all’epoca dominava il foro della città. 
musei.campania.cultura.gov.it

Education

Le proposte, incentrate su diverse tematiche, in continuità con quelle degli anni precedenti, hanno stimolato dialogo e confronto. L’obiettivo è di ispirare la creatività, sostenere e promuovere la diversità culturale, aiutare a rigenerare le economie locali e contribuire alla coesione sociale, all’impegno civico e alla promozione dei beni comuni, alla salute e al benessere.

Al nuovo allestimento permanente sono ispirate alcune attività laboratoriali, che permettono di cogliere, attraverso il gioco e l’attività creativa, alcuni passaggi concettuali che sono alla base dell’arte e dello sviluppo dei sistemi logici. I bambini imparano che le opere sono un binomio, anche in base alle parole che portano incise sopra e, osservando le opere d’arte, riflettono su quali siano le cose che amano. Guardando il blocco di marmo scoprono che il suo aspetto, solido e compatto, inganna la vista… come molte cose, del resto. Seguendo l’intento dell’artista riflettono sul senso delle apparenze e, con il materiale adatto, riproducono opere e mosaici da portare sempre con loro.

È in corso il progetto «HortiCultura», sostenuto dall’impresa sociale Con I Bambini nell’ambito del Fondo di contrasto alla povertà educativa minorile con Terra Felix e Archeoclub, che esalta le peculiarità storiche e archeologiche del sito, con approfondimenti sulla vita quotidiana dei gladiatori e sull’attività agricola della Campania Felix con un orto didattico che coinvolge gli alunni della scuola primaria. Rivolto agli studenti e a tutti i tipi di pubblico. L’obiettivo è di realizzare attività sociali ed educative innovative, volte alla promozione di orti didattici museali.

Nel Museo è presente la ludoteca museale Arteteca, finanziata da «Con I Bambini» nell’ambito del Fondo di contrasto alla povertà educativa minorile, dove vengono realizzate iniziative ludico-educative di didattica museale e momenti di coinvolgimento dei genitori (sostegno alla genitorialità), laboratori specifici per celebrare le giornate nazionali ed europee (es. giornata disabilità, giornata violenza sulle donne, eccetera). Accessibile a persone con disabilità.

Pillole della conoscenza: attività digitali e narrazioni dedicate ai bambini anche con disabilità, rivolte anche alle Istituzioni Scolastiche Statali di ogni ordine e grado, allo scopo di rinvigorire motivazioni e affezioni alla vita della realtà sociale circostante, attivando curiosità e attitudine di collaborazione, integrando conoscenze, valorizzando stili cognitivi, liberando intelligenze individuali nella piena realizzazione delle proprie potenzialità attitudinali e nella prospettiva di patti generazionali che trovino l’intera realtà sociale partecipe di un processo di condivisione democratica.